
È sempre più pressante la responsabilità degli architetti italiani riguardo il risparmio energetico e sempre di più si aggrovigliano e si sovrappongono numerosi corsi riguardanti il risparmio energetico con tematiche che vanno dalla certificazione energetica (uno dei corsi più gettonati) all'impianto fotovoltaico passando per gli impianti di cogenerazione (e perché non trigenerazione?).
Districarsi tra i numerosi corsi e capire veramente cosa è essenziale per la nostra professione non è semplice. Molto dipende dall'interesse che ciascun professionista rimette nei confronti degli aspetti tecnici/amministrativi e quanto invece in quelli puramente progettuali (fermo restando che i due aspetti sono fortemente collegati).
Il susseguirsi di leggi che recepivano la direttiva 2002/91/CE a livello nazionale e in alcuni casi regionale non ha aiutato nella chiarezza del quadro normativo inerente il consumo energetico. Per non parlare poi delle varie finanziarie che abolivano questo o quel comma (come la cancellazione dell'obbligo di allegare l'attestato di certificazione energetica all'atto di vendita delle singole unità immobiliari).
La sensazione è che questo canale lavorativo (che richiede ovviamente una specializzazione tecnica nel settore) si trasformi un po' in un flop come lo è stato per il fascicolo del fabbricato, che ha semplicemente portato guadagno per chi organizzava corsi e software e per pochi altri.
1 commento:
E' vero: manca informazione sia al pubblico che a noi professionisti. C'è bisogno di diffondere i concetti di sostenibilità nell'architettura, ma collegandoli alla convenienza anche economica di progettare con attenzione verso l'ambiente. Allora il tema del risparmio energetico può diventare un esempio emblematico di come si possa coniugare economicità e sostenibilità. Che ne dite?
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