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martedì 27 gennaio 2009

I numeri degli architetti



Stamattina sono entrati casualmente nella casella mail le statistiche relative ai numeri degli architetti italiani in attività. Sono numeri che fanno riflettere e soprattutto che inducono a chiedersi dove la nostra professione si stia dirigendo.
In un paese ormai saturo dove la contrazione economica inizia a farsi sentire è sempre più difficile per i neo architetti trovare un'occupazione che li remuneri adeguatamente. Spesso si è costretti a svolgere un lavoro come se fosse un hobby cioè non pagato o pagato pochissimo alla mercè di questo o quello studio.
Vale veramente la pena studiare tanti anni, cercare di superare l'esame di stato per poi trovarsi con nulla in mano? Nonostante tutto il trend delle statistiche sembra indicare che il numero degli iscritti agli Ordini continua ad aumentare con 4000 unità l'anno rispetto alle 1000 unità dei nostri vicini francesi e spagnoli.
A mio avviso le università italiane in tutto questo hanno la loro importante fetta di responsabilità; non credo che la logica economica della produzione possa applicarsi pedissequamente alle facoltà di architettura italiane. Si avverte al contrario la necessità di formare anche meno persone ma più qualificate e già inserite nel contesto lavorativo visto che l'ostacolo principale per i neolaureati è proprio l'asimmetria tra ambito accademico e ambito lavorativo.

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