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sabato 28 febbraio 2009

Mostra "Il coraggio del nuovo"



La Consulta Giovanile è stata contattata al fine di selezionare 2 progetti di giovani architetti per partecipare alla mostra “IL CORAGGIO DEL NUOVO” che si inaugurerà il 7 marzo p.v.

La mostra è organizzata dal 7 al 20 marzo dalla Associazione Il Tempo Ritrovato e prevede l’esposizione di progetti architettonici di nuove abitazioni, siano esse palazzi o singole case, costruite all’insegna dell’ecosostenibilità.
Il volto delle nostre città è destinato a cambiare, cambiano i materiali di costruzione, le tecnologie per il risparmio energetico, si progettano palazzi orientati verso il sole, si pensa ad un nuovo modo dell’utilizzo del verde. Cambiano le strutture cambierà l’immagine delle nostre città anche il nostro modo di essere uomo urbano. Del resto l’architettura è anche e sopratutto filosofia del vivere.

La Consulta Giovanile Architetti Roma invita tutti i suoi iscritti a mandare proposte di partecipazione accompagnate da un paio di immagini per ogni progetto (non necessariamente realizzato) da stampare ed esporre entro e non oltre il giorno 1 marzo alle ore 12,00 all’indirizzo consultagiovanile.roma@awn.it .
All’interno delle autocandidature verranno selezionati, ad insindacabile giudizio del Comitato di Coordinameno, due progetti che verranno esposti in occasione della mostra.

Vorremmo far emergere proposte e creatività, quindi invitiamo gli architetti interessati a partecipare a questa iniziativa!


Consulta Giovanile Architetti Roma

lunedì 23 febbraio 2009

ARCHITETTI..... DEL FUTURO????

Cari Colleghi, associati e non,
a seguito del I° Congresso nazionale Giarch tenutosi il 20/21 c.m., molto soddisfatta di avervi partecipato, ci tenevo a fare alcune considerazioni da condividere con voi.
Dall’analisi delle problematiche affrontate durante l’evento del Giarch è stata palesemente evidenziata la situazione critica della figura di Architetto nel nostro paese ( e probabilmente non solo).
Tale situazione è ulteriormente rafforzata dalle contingenze dell’operare di Architettura in ambito nazionale, provinciale e locale, legato a dinamiche e specificità che troppo spesso esulano dalla vera e propria attività del “fare architettura”.
Le esperienze e le situazioni affrontate durante le conversazioni del Giarch hanno evidenziato come siano molteplici e complesse le maglie che regolano e troppo spesso vincolano il fare architettura, con spesso risultati malsani.
In questo vortice di contaminazioni tra attività di committenti, esecutori, politiche commerciali e finanziarie, l’Architettura , purtroppo, è stata relegata ad una restrittiva funzione accessoria, perdendo la vera identità che da sempre ha contraddistinto tale attività.
E la figura dell’Architetto è stata catapultata in un moltiplicarsi di figure professionali accessorie e non ben definite permettendo nel susseguirsi di tali eventi , lo sgretolarsi della vera identità e funzione dell’architetto.
La figura dell’architetto, colui che opera per creare spazi, emozioni, realtà inesistenti prima del suo operare, è assopita da molteplici cause che non ne permettono l’espressione.
In tal senso le valutazioni fatte durante il convegno mi hanno ulteriormente confermato come purtroppo si sia persa la visione sociale dell’architetto, in una contemporaneità ormai costituita da cose virtuali, ed eventi fluttuanti ed effimeri.
L’architettura e l’attività dell’architetto sono ormai strettamente e indissolubilmente entrati a far parte di una realtà transitoria, ed è assolutamente quello che l’architettura non ha mai rappresentato.
Tutti noi che abbiamo alimentato per lungo tempo la conoscenza di questo nostro fare architettura attraverso analisi, verifiche e continuo studio dell’operare di chi prima di noi si è avventurato in questo mondo complesso, sa perfettamente come il fare architettura sia sempre stato cercare di creare qualcosa che sia per sempre, qualcosa che cambi completamente lo spazio che ci circonda, creando una nuova entità fatta di spazi, di luci, di emozioni completamente nuove ed uniche. Ed è per questo che ogni opera di architettura ci lascia indissolubilmente qualcosa che nessun altra opera potrà darci in ugual maniera.
Purtroppo noi architetti, che cerchiamo attraverso il Giarch, le nostre associazioni e tutte le nostre attività, talvolta nascoste nel territorio in cui operiamo , sappiamo che l’Architettura può ancora essere un’altra cosa e non quello che purtroppo troppo spesso vediamo nei nostri contesti urbani, e che purtroppo vedono i nostri Potenziali committenti.
I nostri colloqui, come dicevo, mi hanno ulteriormente confermato come ora più che mai il nostro impegno e il nostro approccio debba essere di tipo sociale, affinché tutte le nostre energie, le nostre potenzialità e i nostri buoni propositi nel fare architettura, ci permettano di consolidare e riproporre la nostra figura di architetto, che crea spazi sociali, per il sociale , per vivere. Vivere a tutti i livelli, come il nostro operare è sempre stato …..”dal cucchiaio alla città”.
Per questo ritengo che sia assolutamente importante intraprendere attività che siano volte alla valutazione e analisi di quale sia la nostra percezione sociale, cercare di capire cosa la società intenda per architetto e cosa si aspetti dal suo operare.
Durante gli incontri si è parlato di alcune esperienze legate alla diffusione dell’architettura nelle scuole. Ritengo che questo sia un passo importantissimo, che soltanto partendo da chi non ha ancora subito le contaminazioni , ahimé troppo spesso malsane e alienanti della nostra società, dai bambini dai ragazzi, si possa cercare e si debba cercare di far cambiare la visione del nostro operare.
Noi facciamo parte tutti di associazioni di Giovani architetti e la nostra funzione ritengo sia molto importante perché abbiamo abbastanza esperienza professionale e sociale da poter essere ancora vicini ai più giovani e, forse troppo avanti per vedere a breve i risultati del nostro operare. Ma probabilmente siamo gli unici in grado di avere il tessuto emotivo, professionale e motivazionale per poter svolgere in qualche modo un’attività di stimolo e perno allo svilupparsi in futuro di questa attività, una sorta di ponte tra il passato e il futuro.
Sono entrata per caso in questa associazione e a contatto con il Giarch e devo dire che la cosa che mi ha maggiormente soddisfatta è stato constatare all’interno del nostro, purtroppo ancor esiguo gruppo, quella sorta di appartenenza che ci unisce . C’è un senso di complicità, di profondi interessi e stimoli comuni che possiamo portare avanti, e che ritengo siano la nostra vera forza, singola e di gruppo.
E sono convinta che coloro che la pensano come noi siano molti di più, soltanto molto più timorosi e molto meno convinti che unirsi e cercare di fare qualcosa per migliorare la nostra condizione professionale sociale possa servire ad ottenere dei risultati.
Io credo esattamente il contrario e spero vivamente che tutti noi avremo come nostro principale traguardo futuro quello di poter coinvolgere e convincere più colleghi possibili in ambito nazionale, e non solo, di quanto tali attività possano soltanto essere d’aiuto alla nostra professione, e a coloro che in futuro crederanno ancora in essa.
Come dire....:"l'unione fa la forza"......
Arch. Indira Marafini

lunedì 16 febbraio 2009

Architects Open Space 2



Il 19 febbraio 2009 alle ore 15.00 presso la Casa dell'Architettura, Piazza Manfredo Fanti 47, in occasione dell'apertura del Congresso Nazionale GIARCH si terrà il secondo della serie di incontri tra giovani architetti europei organizzati dalla sezione "Internazionalizzazione" della Consulta Giovanile degli Architetti di Roma.

Sei gruppi (tre italiani e tre tedeschi) si confronteranno sulle tematiche professionali dei giovani professionisti.

Parteciperanno: Alvisi-Kirimoto + partners, at-studio e Mag.ma architetture per l'Italia; Abcarius & Burns, Alex Kader e Philip Engelbrecht per la Germania.

mercoledì 4 febbraio 2009

Ospitalità per i colleghi del GIARCH


A tutti i colleghi della Consulta, in occasione del prossimo congresso Nazionale Giarch del 19/20 Febbraio p.v., si richiede la disponibilità ad ospitare i colleghi delegati provenienti da altri ordini. Coloro i quali sono disponibili possono contattare Indira (indira.marafini@archiworld.it ) o Pierluigi (p.trifilio@awn.it) i quali forniranno maggiori dettagli, informazioni e coordinamento.
In vista di eventuali problematiche, quali allergie ad animali o simili, indicare eventuali condizioni specifiche (presenza di gatti - cani - bambini piccoli etc) , e la zona di residenza ai fini del raggiungimento della sede dell'ordine.